VALLE DEI TEMPLI
DI AGRIGENTO

Un viaggio nel tempo dell’antica Akragas:
bellezza che seduce e rapisce il cuore.

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Visita dei santuari greci

La Valle dei Templi: un viaggio nel tempo dell’antica Akragas.

BELLEZZA CHE SEDUCE E RAPISCE IL CUORE

Il Parco archeologico della Valle dei Templi, sito iscritto nella lista del patrimonio mondiale dell’UNESCO, è il luogo della bellissima Akragas: prospera colonia greca, centro di cultura, architettura, arte, espressione di un incredibile passato che abbraccia 2600 anni di storia, che affascina, seduce, stupisce, sorprende ancora oggi.

Passeggiando lungo la via sacra in prossimità dei maestosi templi greci, si è rapiti dalla proporzione di questi eleganti edifici di culto pagano che si integrano in perfetta armonia con il suggestivo paesaggio circostante dato dalla campagna di mandorli dalle fioriture prodigiose, ulivi secolari, agavi, fichi d’india, piante e fiori della macchia mediterranea.

Il tempio della Concordia è un monumento imperdibile. Edificato nel V secolo a.C., è uno dei templi greci meglio conservati al mondo; simbolo di bellezza, equilibrio e perfezione architettonica, elabora compiutamente il canone dell’ordine dorico.

Il tempio di Hera Lacinia o tempio di Giunone, posto sulla collina meridionale, domina il paesaggio. Da questa altura, gli occhi godono di panorami mozzafiato. L’altopiano roccioso è una finestra naturale che si affaccia a sud. Incantati dalla visione celestiale si osservano baciati dal sole: campi di grano, vigneti, uliveti, colline circostanti e l’azzurro mare Mediterraneo.

Tombe ad arcosolio, Necropoli paleocristiana

Angolo nord-ovest, tempio di Giunone

Resti della cinta muraria

Frontone occidentale, tempio della Concordia

Dettagli del nàos, tempio della Concordia

Veduta panoramica dalla Collina dei Templi

Tempio di Giunone

IL TEMPIO DI ERCOLE

Il più antico santuario dorico akragantino.

La costruzione del tempio di Eracle è riferibile alle fasi iniziali della tirannide di Terone. E’ il più antico dei templi akragantini di carattere monumentale, è convenzionalmente attribuito ad Ercole, l’eroe greco Eracle, così come descrive Cicerone in un passo delle Verrine. Tra il 1922 e il 1924 il capitano inglese Alexander Hardcastle, mecenate, appassionato di archeologia, stabilitosi ad Agrigento, fece ricostruire otto colonne del lato sud dell’edificio.

All’ombra dei resti crollati e delle possenti colonne di pietra arenaria i grandiosi templi di Akragas riprendono forma, le pietre riacquistano vita; le vicende dell’opulenta città greca tornano alla luce; rivelando fatiche, segreti e misteri.
Un luogo che rimane impresso nella mente la cui bellezza seduce e rapisce il cuore di quanti lo visitano.
Muoversi in abbandono tra i templi greci di Agrigento è un’esperienza unica. In un parco archeologico straordinario, ogni visitatore ha la sensazione di essere trasportato in un poema omerico e vivere nell’era delle immortali divinità olimpiche tra grandi e leggendari soldati, alleanze, tradimenti e battaglie, processioni e riti, feste e simposi, giochi olimpici e gloriosi atleti.

Nella parte meridionale del santuario, si erge il tempio tradizionalmente attribuito ai Dioscuri. Simbolo della città di Agrigento, conosciuto nella parlata locale come “I Tri Culonni”, è una parziale ricostruzione ottocentesca realizzata con elementi di varia epoca e provenienza.

Resti del tempio L, santuario delle Divinità Ctonie
IL TELAMONE DI AGRIGENTO

Il tempio dei Giganti.

La più ambiziosa tra le imprese Teroniane fu l’edificazione di un tempio di dimensioni colossali e caratteri speciali in onore di Zeus Olimpio. Un edificio unico nel suo genere, confrontabile solo con i templi microasiatici e con il tempio G di Selinunte. Caratterizzato da una sequenza di figure colossali, gli Atlanti, colti nell’atto di sostenere la trabeazione del tempio, con la forza delle loro braccia esaltano il potere di Zeus. Parte dei resti del gigantesco edificio furono utilizzati come cava di materiale edilizio in epoca post-antica.

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