TEATRO PIRANDELLO

Tra stucchi dorati, affreschi dal gusto classico
e l’antico sipario di Esseneto.

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VISITA DEL TEATRO PIRANDELLO

Scrigno di raffinata bellezza. Tempio della commedia e tragedia.

UN GIOIELLO DI ARCHITETTURA

Varcare la soglia del Teatro Pirandello significa immergersi in un universo di emozioni, dove ogni rappresentazione è un viaggio nell’animo umano. Questo edificio dedicato alla Regina Margherita di Savoia nel 1881, ha attraversato oltre un secolo di storia, diventando un punto di riferimento culturale per Agrigento.

Il teatro è un’omaggio alla commedia, alla tragedia e ai celebri artisti akragantini Carcino, Metello, Mida, Dinoloco, che resero grande il nome di Akragas; oggi rappresentati negli affreschi del soffitto.

Al suo interno, il tutto richiama la magnificenza e la bellezza dell’antica città greca che, con le decorazioni e gli stilemi, si combina con il gusto dell’Ottocento e della belle époque come dimostrano il portico, il foyer, gli ampi corridoi in marmo pregiato, la sala del teatro sontuosamente decorata, lo scenografico sipario riproducente l’opera realizzata da Luigi Queriau, Il trionfo di Esseneto.

All’ingresso, il foyer accoglie i visitatori con una sobrietà raffinata. Qui molti artisti, intellettuali e spettatori si sono incontrati nel corso degli anni rendendo questo luogo un vero crocevia culturale. Oggi come allora il lussuoso foyer è luogo di trattenimento e di incontro in attesa che l’arte si trasformi in musica e canto, gli attori incarnino personaggi e la vita venga rappresentata nella sua commedia o tragedia.

Archivio storico del teatro

Affreschi del soffitto

Archivio storico del teatro

Decorazione parapetto del palchetto

Palchi e loggione

Graticcia e tiro in botte, torre scenica

Rivestimento murale del ridotto

Gli ipogei del Teatro Pirandello, nelle profondità di Girgenti.

Gli ambienti, sotterranei e limitrofi al teatro, nascondono il passaggio di un’antica rete di canali ancora oggi funzionante. Ne è testimone l’ipogeo di “Acqua Amara” dove l’acqua, che scorre, fa parte del labirinto di acquedotti, cunicoli e vasche, scavati nelle viscere terranee per alimentare la città, una delle antiche fonti idriche della Vecchia Girgenti.