Valle dei Templi

VALLE DEI TEMPLI
DI AGRIGENTO

Un viaggio nel tempo dell’antica Akragas:
bellezza che seduce e rapisce il cuore.

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Visita dei santuari greci

La Valle dei Templi: un viaggio nel tempo dell’antica Akragas.

BELLEZZA CHE SEDUCE E RAPISCE IL CUORE

Il Parco archeologico della Valle dei Templi, sito iscritto nella lista del patrimonio mondiale dell’UNESCO, è il luogo della bellissima Akragas: prospera colonia greca, centro di cultura, architettura, arte, espressione di un incredibile passato che abbraccia 2600 anni di storia, che affascina, seduce, stupisce, sorprende ancora oggi.

Passeggiando lungo la via sacra in prossimità dei maestosi templi greci, si è rapiti dalla proporzione di questi eleganti edifici di culto pagano che si integrano in perfetta armonia con il suggestivo paesaggio circostante dato dalla campagna di mandorli dalle fioriture prodigiose, ulivi secolari, agavi, fichi d’india, piante e fiori della macchia mediterranea.

Il tempio della Concordia è un monumento imperdibile. Edificato nel V secolo a.C., è uno dei templi greci meglio conservati al mondo; simbolo di bellezza, equilibrio e perfezione architettonica, elabora compiutamente il canone dell’ordine dorico.

Il tempio di Hera Lacinia o tempio di Giunone, posto sulla collina meridionale, domina il paesaggio. Da questa altura, gli occhi godono di panorami mozzafiato. L’altopiano roccioso è una finestra naturale che si affaccia a sud. Incantati dalla visione celestiale si osservano baciati dal sole: campi di grano, vigneti, uliveti, colline circostanti e l’azzurro mare Mediterraneo.

Tombe ad arcosolio, Necropoli paleocristiana

Angolo nord-ovest, tempio di Giunone

Resti della cinta muraria

Frontone occidentale, tempio della Concordia

Dettagli del nàos, tempio della Concordia

Veduta panoramica dalla Collina dei Templi

Tempio di Giunone

IL TEMPIO DI ERCOLE

Il più antico santuario dorico akragantino.

La costruzione del tempio di Eracle è riferibile alle fasi iniziali della tirannide di Terone. E’ il più antico dei templi akragantini di carattere monumentale, è convenzionalmente attribuito ad Ercole, l’eroe greco Eracle, così come descrive Cicerone in un passo delle Verrine. Tra il 1922 e il 1924 il capitano inglese Alexander Hardcastle, mecenate, appassionato di archeologia, stabilitosi ad Agrigento, fece ricostruire otto colonne del lato sud dell’edificio.

All’ombra dei resti crollati e delle possenti colonne di pietra arenaria i grandiosi templi di Akragas riprendono forma, le pietre riacquistano vita; le vicende dell’opulenta città greca tornano alla luce; rivelando fatiche, segreti e misteri.
Un luogo che rimane impresso nella mente la cui bellezza seduce e rapisce il cuore di quanti lo visitano.
Muoversi in abbandono tra i templi greci di Agrigento è un’esperienza unica. In un parco archeologico straordinario, ogni visitatore ha la sensazione di essere trasportato in un poema omerico e vivere nell’era delle immortali divinità olimpiche tra grandi e leggendari soldati, alleanze, tradimenti e battaglie, processioni e riti, feste e simposi, giochi olimpici e gloriosi atleti.

Nella parte meridionale del santuario, si erge il tempio tradizionalmente attribuito ai Dioscuri. Simbolo della città di Agrigento, conosciuto nella parlata locale come “I Tri Culonni”, è una parziale ricostruzione ottocentesca realizzata con elementi di varia epoca e provenienza.

Resti del tempio L, santuario delle Divinità Ctonie
IL TELAMONE DI AGRIGENTO

Il tempio dei Giganti.

La più ambiziosa tra le imprese Teroniane fu l’edificazione di un tempio di dimensioni colossali e caratteri speciali in onore di Zeus Olimpio. Un edificio unico nel suo genere, confrontabile solo con i templi microasiatici e con il tempio G di Selinunte. Caratterizzato da una sequenza di figure colossali, gli Atlanti, colti nell’atto di sostenere la trabeazione del tempio, con la forza delle loro braccia esaltano il potere di Zeus. Parte dei resti del gigantesco edificio furono utilizzati come cava di materiale edilizio in epoca post-antica.

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IL GIARDINO DELLA KOLYMBETHRA

Silenzioso custode di un ameno giardino del Mediterraneo.

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TRAMONTO NELLA VALLE DEI TEMPLI

I templi greci si accendono di incanto: spettacolo notturno che non ha pari.

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Giardino della Kolymbethra

GIARDINO DELLA
KOLYMBETHRA

Paesaggio storico, rurale, di valore unico ed eccezionale, dai profumi e dai silenzi profondi.

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VISITA DEL GIARDINO DELLA KOLYMBETHRA

Silenzioso custode di un ameno giardino del Mediterraneo.

DOVE SCORRE LA VITA

All’interno della Valle dei Templi la Kolymbethra rappresenta una testimonianza concreta della vita rurale in Sicilia dall’antichità ad oggi. Giardino ameno che appare come scorcio di Paradiso dove natura armonia e storia diventano un tutt’uno.

Silenzioso custode di un bellissimo giardino del Mediterraneo, vi allignano ulivi secolari, custodi di memorie antiche, circondati dagli aranci, limoni e mandarini che profumano di zagara. Qui la terra canta con un coro di piante mediterranee, un’orchestra di colori ed aromi mentre le foglie degli alberi, i fiori variopinti, danzano al ritmo del vento, al suono del ruscello che attraversa la vallea.

In origine la Kolymbethra era una riserva idrica a servizio della città greca di Akragas. Lo storico siciliano Diodoro Siculo la descrive come una piscina, una peschiera. Successivamente interrata, diventerà una fertile area coltivata.

In questo placido luogo del cuore, intreccio tra passato e presente, il giardino, dove è possibile ammirare la bellezza eterna del creato, offre rifugio a chi cerca quiete e pace.

Vallea della Kolymbethra

Parete di calcarenite e vegetazione rupestre

Ulivo monumentale

Cappelletta rupestere

Dettaglio del paesaggio storico e rurale

Profumo di zagara

Case Montana

L'acqua: respiro sotterraneo della Kolymbethra.

La Kolymbetra oggi è un giardino verdeggiante, creata come opera idraulica ed ingegneristica avanzata affidata nel V secolo a.C. dal potente tiranno di Akragas Terone all’architetto Feace. Nella Kolymbethra confluisce ancora funzionante uno degli acquedotti trovati, un monumento vivente che da 2500 anni, tutto l’anno ed ogni giorno rilascia acqua che irriga l’orto attraverso un sistema di “cunnutti e caseddri” tecniche di irrigazione della cultura e tradizione araba tramandate in Sicilia nel corso dei secoli e usate dai nostri nonni ancora oggi.

La Kolymbethra: prodigioso esempio di macchia mediterranea.

Paesaggio storico, rurale, di valore unico ed eccezionale, dai profumi e dai silenzi profondi, piccolo Paradiso terrestre ricco di acqua e ricolmo di frutti: meraviglioso giardino siciliano che ingloba una straordinaria varietà di arbusti tipici della macchia mediterranea, ulivi secolari, mandorli, piante di pistacchio, un orto rigoglioso e seicento alberi di agrumi di cui alcuni risalgono al 1700.

Teatro Pirandello

TEATRO PIRANDELLO

Tra stucchi dorati, affreschi dal gusto classico
e l’antico sipario di Esseneto.

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VISITA DEL TEATRO PIRANDELLO

Scrigno di raffinata bellezza. Tempio della commedia e tragedia.

UN GIOIELLO DI ARCHITETTURA

Varcare la soglia del Teatro Pirandello significa immergersi in un universo di emozioni, dove ogni rappresentazione è un viaggio nell’animo umano. Questo edificio dedicato alla Regina Margherita di Savoia nel 1881, ha attraversato oltre un secolo di storia, diventando un punto di riferimento culturale per Agrigento.

Il teatro è un’omaggio alla commedia, alla tragedia e ai celebri artisti akragantini Carcino, Metello, Mida, Dinoloco, che resero grande il nome di Akragas; oggi rappresentati negli affreschi del soffitto.

Al suo interno, il tutto richiama la magnificenza e la bellezza dell’antica città greca che, con le decorazioni e gli stilemi, si combina con il gusto dell’Ottocento e della belle époque come dimostrano il portico, il foyer, gli ampi corridoi in marmo pregiato, la sala del teatro sontuosamente decorata, lo scenografico sipario riproducente l’opera realizzata da Luigi Queriau, Il trionfo di Esseneto.

All’ingresso, il foyer accoglie i visitatori con una sobrietà raffinata. Qui molti artisti, intellettuali e spettatori si sono incontrati nel corso degli anni rendendo questo luogo un vero crocevia culturale. Oggi come allora il lussuoso foyer è luogo di trattenimento e di incontro in attesa che l’arte si trasformi in musica e canto, gli attori incarnino personaggi e la vita venga rappresentata nella sua commedia o tragedia.

Archivio storico del teatro

Affreschi del soffitto

Archivio storico del teatro

Decorazione parapetto del palchetto

Palchi e loggione

Graticcia e tiro in botte, torre scenica

Rivestimento murale del ridotto

Gli ipogei del Teatro Pirandello, nelle profondità di Girgenti.

Gli ambienti, sotterranei e limitrofi al teatro, nascondono il passaggio di un’antica rete di canali ancora oggi funzionante. Ne è testimone l’ipogeo di “Acqua Amara” dove l’acqua, che scorre, fa parte del labirinto di acquedotti, cunicoli e vasche, scavati nelle viscere terranee per alimentare la città, una delle antiche fonti idriche della Vecchia Girgenti.

Trekking nella Valle dei Templi

TREKKING NELLA
VALLE DEI TEMPLI

Perdersi nella profumata campagna agrigentina alla scoperta di Akragas.

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Trekking nella Valle dei Templi

Attraverso sentieri poco battuti alla scoperta delle vestigia di Akragas.

ARMONIA DEL PAESAGGIO E DELLA NATURA

La Valle dei Templi è un parco archeologico e paesaggistico dai panorami insoliti e spettacolari, di una straordinaria bellezza naturale. Al suo interno vegetano ulivi saraceni, secolari monumenti viventi, molteplici varietà di alberi di mandorlo pistacchio alloro carrubo melograno gelso nespolo del giappone e anche agrumeti, orti e caratteristiche piante della macchia mediterranea.

Attraverso antichi tratturi, vetusti sentieri poco battuti, diversi dalle vecchie vie, strade risalenti all’epoca greca e romana, è possibile giungere ai santuari fuori porta; baluardi; resti delle possenti fortificazioni; luoghi che dominano il paesaggio circostante; viste spettacolari e panoramiche sulla Valle dei Templi e sul mare Mediterraneo; poggi e altipiani da cui è possibile ammirare i monumenti greci e l’incontaminata natura circostante, luoghi dal panorama mozzafiato.

Perdersi nella profumata campagna agrigentina, ammantata da delicati fiori selvatici, alla scoperta delle antiche vestigia della greca Akragas, la romana Agrigentum, resti celati dalla rigogliosa vegetazione, è un’esperienza che permette di immergersi nella storia del sito archeologico ed entrare in connessione con l’armonia e bellezza del paesaggio e del creato.

Chiesa di San Nicola, Valle dei Templi

Cardo I

Scavo presso area residenziale

Tempio della Concordia

Mandorle della Valle dei Templi

Pergolato, Valle dei Templi

Atlante o Telamone, V secolo a.C.

IL GIARDINO DELLA KOLYMBETHRA

Silenzioso custode di un ameno giardino del Mediterraneo.

Paesaggio storico, rurale, di valore unico ed eccezionale, dai profumi e dai silenzi profondi, piccolo Paradiso terrestre ricco di acqua e ricolmo di frutti: meraviglioso giardino siciliano che ingloba una straordinaria varietà di arbusti tipici della macchia mediterranea, ulivi secolari, mandorli, piante di pistacchio, un orto rigoglioso e seicento alberi di agrumi di cui alcuni risalgono al 1700.

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MUDIA Museo diocesano

MUSEO DIOCESIANO

I tesori rilevano la storia millenaria della Diocesi di Agrigento dal X al XIX secolo.

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VISITA DEL MUSEO DIOCESANO

Il museo della cattedrale: sintesi di beni storici, artistici e liturgici della Chiesa agrigentina.

I TESORI DELLA CATTEDRALE

Il Museo Diocesano, nato come museo della cattedrale, detiene come patrimonio di storia, cultura, arte e fede: affreschi, dipinti, sculture, argenti, avori, paramenti sacri e tanti unicum i quali rivelano il lungo e importante cammino della Diocesi agrigentina.

I pregiati sarcofagi d’età classica custoditi in cattedrale, insieme a preziose antichità, hanno affascinato e attratto i viaggiatori del Grand Tour che si recavano nella chiesa madre, inserendola come meta del loro itinerario insieme ai monumentali templi greci. Il Museo Diocesano, predisposto nel 1877 dal vescovo Domenico Turano, oggi è accolto nelle sale del Palazzo Vescovile e della cattedrale. Nel solenne Episcopio di Agrigento, fa sfoggio una prestigiosa collezione di opere, dal grande valore artistico, che svelano la capacità creativa di artisti, artigiani e maestranze locali, itineranti, tra di esse alcune orientali, testimoniano un rapporto e un transfert culturale tra oriente e occidente.

Il tutto concerne la storia millenaria della Diocesi di Agrigento dal X al XIX secolo e ricostruisce quella della Cattedrale di San Gerlando dalla sua fondazione fino alla campagna di restauri dei primi del Novecento per riportare alla luce le origini medievali.

Cassa reliquaria dei Santi Epifanio e Urbano

Ascensione, XIV – XV secolo

Crocifisso in avorio, legno, metallo, XIX secolo

Collezione pittorica, Quadreria I

Agnello mistico, XII secolo

Baculo di San Gerlando, 1607

Madonna di Bonamorone, XIV secolo

Museo Archeologico

MUSEO
ARCHEOLOGICO

Come uno scrigno custodisce dei capolavori preziosi e di rara bellezza.

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Visita del Museo Archeologico

Preziosi capolavori di rara bellezza narrano la secolare e gloriosa epopea di Agrigento.

LA STORIA DIVENTA TANGIBILE E CONCRETA

Il Museo regionale “Pietro Griffo” di Agrigento si trova al centro di uno straordinario patrimonio archeologico, nel cuore dell’ antica città di Akragas. Come uno scrigno custodisce dei capolavori preziosi e di rara bellezza. Ricchissimo di reperti, testimonianze, veri e propri frammenti di vita di persone realmente vissute, che hanno usato questi oggetti che ci parlano della loro esistenza e anche della loro morte e che hanno permesso di ricostruire la storia della greca Akragas, la romana Agrigentum, dalla preistoria all’alto medioevo. Ammirando le ricchissime raccolte esposte nelle sale del museo, espressione di una storia tangibile e concreta, si avrà una migliore comprensione del sito archeologico, della Valle dei Templi e della secolare epopea di Agrigento. Preziosissimi e ambìti manufatti, richiesti ed esposti nei più importanti e prestigiosi musei del mondo, fanno di questo luogo sacro alle Muse, uno tra i più rinomati in Sicilia.

L’Ekklesiasterion

Scolpito nel banco di calcarenite, l’Ekklesisterion di Agrigento, posto a mezzogiorno, beneficia della luce del sole e gode di una scenografia spettacolare: la collina meridionale con i suoi templi monumentali e l’azzurro mare Mediterraneo.

Edificio di carattere pubblico, dove si riuniva l’Ekklesia o assemblea dei cittadini, fu realizzato nell’area che fungeva da cerniera: cuore della vita politica e civile di Akragas, dove sorgevano anche l’Agorà, il Bouleuterion e il Teatro.

Deinos con Triskelés

Il manufatto, di produzione locale, presenta un’enigmatica Triskelès. Questa decorazione, attestata sin dall’antichità in contesti orientali, si distingue per la sua conformazione a tre gambe, discostandosi dalle più comuni raffigurazioni di ambito religioso.

È plausibile che tale scelta iconografica fosse un’intenzionale e una precoce interpretazione simbolica dell’isola. Simbolismo riferibile alle tre prominenti punte geografiche che si prestavano a una tale astrazione. Questa peculiare rappresentazione potrebbe quindi fornire nuove prospettive sulla percezione e l’identità dell’isola in epoche remote.

Le immagini raffigurano miti, credenze, divinità, leggendari eroi, valorosi soldati, battaglie, riti, simposi, sport, teatro, danza, tecniche e strumenti di lavoro; il tutto ha reso possibile ricostruire molti aspetti della vita quotidiana, della religione e del mondo culturale dei greci.

Cratere a calice attico a fondo bianco

Sala Zeus

Teste di Atlanti o Telamoni

Grondaie con gocciolatoi a protomi leonine

Auditorium Michele Lizzi

Elmo corinzio, V secolo a.C.

Busto fittile, santuario presso San Biagio

Figure decorative, nel loro simbolismo sono state altresì interpretate come raffigurazione dei Cartaginesi sconfitti, imprigionati e schiavizzati al tempo del tiranno Terone di Akragas. Ancora oggi, “U Giganti”, superstite silenzioso della battaglia di Himera, memore della disfatta cartaginese per mano greca, sopporta il peso della sconfitta.

Testa di Atlante o Telamone, V secolo a.C.

Efebo o Apollo?

Il famosissimo Efebo di Agrigento è una statua scolpita nel V secolo a.C. e ancora oggi suscita lo stupore dei visitatori così come tanti altri capolavori di Akragas. Chi l’ha realizzata doveva essere un grandissimo artista.

La statua, che esprime armonia e leggerezza, pur essendo di marmo, sorprende per la raffinata plasticità e perfezione esecutiva. I dettagli, sapientemente sagomati, denotano una ricerca anatomica e uno studio delle proporzioni particolarmente accurati.

Nuovi studi e recenti ricerche propendono ad identificare nell’Efebo la statua di Apollo, come tramanda la prima e più antica interpretazione culturale della scultura.

Il Cratere di Gela

Monumentale e prezioso cratere attico a volute a figure rosse si erge al centro di una sala che idealmente propone il collegamento con la madrepatria di Akragas, Gela, luogo dal quale il vaso proviene. Attribuito al pittore dei Niobidi, raffigura un’amazzonomachia, storia d’amore ma anche di morte per mano di Achille: ne è vittima Pentesilea, regina delle Amazzoni giunta a Troia per onorare Ettore abbattuto dal figlio di Teti.

Arte culinaria

ARTE CULINARIA

Per chi va alla ricerca di nuovi sapori, le specialità della gastronomia agrigentina sono una gustosa e golosa sorpresa.

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Tour gastronomico

Agrigento si racconta attraverso le specialità della sua gastronomia.

PATRIMONIO DI SAPORI E SAPERI

La passeggiata tra le bellezze artistiche del centro storico di Girgenti è il pretesto per scoprire le prelibatezze locali preparate nelle migliori gelaterie, pasticcerie, rosticcerie e wine bars di Agrigento.

Per chi va alla ricerca di nuovi sapori, le specialità della pasticceria agrigentina sono una gustosa e golosa sorpresa. Per gli amanti del salato non mancheranno le bontà dell’arte culinaria siciliana: la caponata, il panino con le panelle, le famose arancine e la deliziosa “miscata” regina della rosticceria agrigentina. I Greci lo chiamavano “Simposio”, ad Agrigento aperitivo è sinonimo di buon vino, stuzzichini tipici, ma soprattutto convivio e social time in un’atmosfera locale e autentica. Tra le vie e le piazzette di Girgenti, le piccole botteghe, i trendy wine bars, le cantine, le enoteche, gli edifici storici, detentori di bellezza e testimoni di epoche passate, sono locations inaspettate ed esclusive dove scegliere con cura un buon calice di vino, sorseggiare un Aperol Spritz o un sofisticato cocktail, per godere della più italiana delle esperienze, l’aperitivo!

La pasticceria siciliana: patrimonio di sapori e tradizioni familiari.

Il desiderio di scoperta dell’arte e dei sapori della pasticceria Siciliana viene appagato assistendo alla meticolosa preparazione del cannolo siciliano presso il laboratorio di una famiglia di pasticceri che continua a preparare il più iconico dei dolci isolani rispettando le tradizioni ancestrali. Ogni passaggio eseguito con maestria è un gesto d’amore, sapienza, artigianalità, custoditi e tramandati da generazione in generazione, per creare un’opera d’arte culinaria che appaga la vista e coinvolge tutti i sensi.

Italia vuol dire gelato. Ad Agrigento è famoso quello al gusto di pistacchio D.O.P. di Raffadali, alle deliziose fragoline di Ribera. Buonissimo è il gelato alla cassata al quale è impossibile resistere! Sia quello artigianale, sia la rinfrescante granita al caffè, servita con panna fresca appena montata, o al limone, sono golosità preparate con passione, secondo la tradizione agrigentina.

Gelato artigianale alle fragoline di Ribera

Le arancine e le “miscate“ di Girgenti.

Le famose arancine del Commissario Montalbano, squisiti timballi di riso, con la loro panatura dorata e croccante, racchiudono al loro interno ripieni ricchi di sapore: dalla classica combinazione di ragù e piselli, a varianti gourmet e sfiziose. Ogni morso è una vera esplosione di gusto.

La “miscata“: specialità gastronomica locale a cui non si può rinunciare; saporito pane ripieno di broccoli e cipolla; mortadella e olive nere; salsiccia e caciocavallo. Ricorda un’antica tradizione delle donne siciliane nel preparare per i loro uomini un sostanzioso pasto unico che potesse sostenerli tutto il giorno nel duro lavoro dei campi.

La tradizione dolciaria delle monache.

Le monache del Monastero di Santo Spirito, che custodiscono gelosamente da secoli le ricette e l’arte dolciaria, apriranno la porta del parlatorio per permettere di gustare le prelibatezze che hanno reso famosa tale tradizione.

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Tramonto nella Valle dei Templi

TRAMONTO NELLA
VALLE DEI TEMPLI

Al crepuscolo il sito si riveste di raggi dorati divenendo un luogo carico di Phatos.

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Visita della Valle al tramonto

La Valle dei Templi si accende di incanto.

PASSEGGIATA SERALE TRA I TEMPLI ILLUMINATI

Quando il sole volge al crepuscolo serale, per tuffarsi nel mare africano o nascondersi tra le colline occidentali della campagna agrigentina e dare spazio alla sera, gli eleganti templi greci dell’antica Akragas, maestosi edifici delle potenti divinità elleniche, come per incanto si illuminano di una luce dalle calde e fulgide sfumature, come fossero flessi d’oro, fluttuanti, sospesi nell’ Olimpo.

Il firmamento, idilliaca coreografia serale di astri danzanti, fa da scenario alla luna. Quando questa volge alla sua pienezza, illumina con il proprio chiarore la Valle, allora si assiste ad uno spettacolo serale che non ha pari al mondo. L’astro infiltrandosi tra le colonne, sale, si innalza; sembra poggiarsi prima sul timpano del tempio; poi sale in alto al di sopra del tempio; la sua luce si diffonde dappertutto: sul tempio, sulla campagna, sugli alberi, sulla via sacra, mentre dalla collina si vede la sua luce riflettersi e specchiarsi sul mare. Allora tutta la Valle con i suoi monumenti dalla bellezza sempiterna, conquista, incanta il cuore dei visitatori. In questa atmosfera mistica, celestiale, la contemplazione della perfezione dell’universo, diventa un ricordo indelebile che si imprime nella mente e nel cuore di chi vive questa esperienza.

La calda luce risalta i dettagli del tempio della Concordia, espressione dell’ordine dorico che qui ha raggiunto la sua perfezione. L’edificio si integra in perfetta armonia con gli elementi della natura, gli astri, la volta celeste e le varie mitologiche costellazioni.

Dettagli dell'ordine dorico

“The Golden Hour“ della Valle dei Templi.

Al tramonto la Valle dei Templi si riveste di raggi dorati divenendo un luogo suggestivo, carico di “Pathos”. In una sera estiva, il passeggiare lungo la Via Sacra in prossimità dei maestosi templi illuminati, sotto il cielo trapuntato di stelle; il godere della frescura serale e del leggero soffio della brezza di ponente; coinvolgono i cinque sensi e appagano questa sognata, incomparabile, emozionante e straordinaria esperienza.

Tempio della Concordia

Tempio di Giunone

Via Sacra

Ulivo monumentale

Fronte occidentale, tempio della Concordia

Biblioteca Lucchesiana

BIBLIOTECA LUCCHESIANA

Tempio di fede e ragione, scrigno di conoscenza umana e divina.

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VISITA DELLA BIBLIOTECA LUCCHESIANA

La biblioteca del Vescovo: tra le pagine di rari tesori storici e letterari.

LUOGO DI EMANCIPAZIONE CULTURALE E SPIRITUALE

Un silenzio angelico avvolge l’interno della Biblioteca Lucchesiana interrotto solo dal delicato sussurro delle pagine impresse da secoli di storia e custodi di sapienza laico-religiosa. Donata dal Vescovo Andrea Lucchesi Palli nel 1765 ai cittadini di Girgenti, questo scrigno di conoscenza custodisce un patrimonio librario di incomparabile valore, dove ogni tomo è un messaggero di storie antiche e di culture lontane.

Ex collezione libraria privata, è una ricca eredità bibliografica che spazia attraverso svariati campi del sapere. Include opere canoniche, di teologia, filosofia, letteratura, diritto, biografie, classici greci, latini, arte, architettura. Arricchita da preziosissimi codici arabi, la raccolta dedica una specifica attenzione alla storia e alla geografia e comprende un cospicuo numero di opere scientifiche, matematiche e mediche. La biblioteca, strumento di emancipazione culturale e spirituale, fonte inesauribile per scrittori e intellettuali. Tra questi, brilla la figura di Luigi Pirandello che trovò nella Lucchesiana un bacino di sapere e di ispirazione dove si compiaceva immergere tra storia, cultura, arte, fede e spiritualità dei luoghi tanto vicini quanto a lui lontani.

Con un patrimonio librario di 80.000 volumi, la biblioteca custodisce 32 codici arabi, 300 manoscritti e 410 tra incunaboli e rarità del XVI secolo, con oltre 35.000 testi anteriori al 1800. Tale rigore documentario eleva la Lucchesiana tra le collezioni più esclusive al mondo.

Breviario, collezione libraria

Dettaglio cartiglio e armarium

Statua marmorea raffigurante A. Lucchesi Palli

Monetiere ligneo, antisala

La fede, figura allegorica femminile

Leggio, sala monumentale

Dettaglio breviario

Cattedrale di San Gerlando

CATTEDRALE DI
SAN GERLANDO

Ogni dettaglio architettonico ed artistico
annuncia il mistero dell’Altissimo.

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VISITA DELLA CATTEDRALE

San Gerlando: il cuore spirituale di Agrigento tra storia, arte e fede.

COMMISTIONE MILLENARIA DI ARCHITETTURE E STILI

La Cattedrale di Agrigento, situata sulla collina di Girgenti, manifesta la grandezza e la magnificenza della fede della Diocesi agrigentina. Un luogo che non ha eguali nella storia dell’arte, a partire dal medioevo al rinascimento, dal barocco fino ai giorni nostri.

La monofora medievale, lo chevron chiaramontano, le finestre cieche catalane, il soffitto cinquecentesco, marmi mischi barocchi e quelli settecenteschi coesistono insieme creando una singolare commistione di architetture, arte, stili, che oscilla dalla magnificenza arabo-normanna alla cultura tardo-gotica, dagli arricchimenti rinascimentali ai rivestimenti barocchi.

La facciata principale, sobria e imponente, sembra raccontare la forza e la solidità della fede che la cattedrale rappresenta. Accanto, come guardiano silenzioso della città, si erge la torre di Montaperto costruita in pietra calcarea e rivestita da una delicata camiciatura in pietra bianca intagliata e curata nei dettagli.

Fu desiderio di Monsignor Francesco Traina che il patrono di Agrigento, avesse una nuova cappella per ospitare ed onorare le spoglie del santo protettore “di li furasteri” poste in una stupenda urna argentea che il Vescovo fece commissionare all’argentiere palermitano Michele Ricca nel 1635.

Cappella di San Gerlando

Acquila bicipite, stemma degli Asburgo

Organo a canne e altare maggiore

Dettaglio catino dell’abside centrale

Stucchi del cappellone barocco

Dettaglio del soffitto ligneo a capriate

Sarcofagi di età greca e romana

I quattro sarcofagi marmorei: eredità di Akragas e Roma.

In una sala della navata nord, avvolti da una penombra suggestiva, riposano quattro sarcofagi marmorei: due di età greca e due di età romana imperiale. Questi pregevoli manufatti, con decorazioni ancora visibili, raccontano storie di vita e di morte, miti e credenze antiche. La loro maestosità e le figure scolpite testimoniano un legame inaspettato tra culture e fedi diverse, arricchendo la storia di questo luogo sacro.