CENTRO STORICO
DI AGRIGENTO

Agrigento è una città da scoprire tra la Kasbah di strette viuzze adombrate da colorati panni stesi, che sventolano al sole ad asciugare.

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La Kasbah di Girgenti: antichi quartieri ricchi di storie e aneddoti.

“…Ci inerpichiamo per vicoli e scale che portano al punto più alto della vecchia Girgenti: per poter dire di avere concluso il percorso della Magna Via dobbiamo arrivare fino alla cattedrale dedicata a san Gerlando, vescovo e patrono di Agrigento…”

“…Torniamo verso via Atenea, la ripercorriamo. Attraversiamo giardinetti ombrosi di ficus magnolie che ombreggiano qualche decina di persone stravaccate sulle sedie dei bar davanti a una granita. La città rilascia un’atmosfera molle in una luce nord-africana, potrebbe essere Casablanca o Algeri”.

(Savatteri, G., La Magna Via, Palermo, Sellerio, 2024, pp. 266-268)

Agrigento è una città da scoprire tra la Kasbah di strette viuzze adombrate da colorati panni stesi, che sventolano al sole ad asciugare; tra la cattedrale, i monasteri medievali, le chiese barocche, il Teatro Pirandello, la via Atenea o “Chiazza”. Tutte perle preziose nascoste che, dai rioni popolari alle comunità e personaggi che vi hanno vissuto, attendono di essere trovate per svelare ai viaggiatori la loro bellezza e rivelare l’identità della città ricca di storie e aneddoti.

La Cattedrale di San Gerlando

San Gerlando: il cuore spirituale di Agrigento tra storia, arte e fede.

La cattedrale di Agrigento, situata sulla collina di Girgenti, manifesta la grandezza e la magnificenza della fede della Diocesi agrigentina. Un luogo che non ha eguali nella storia dell’arte, a partire dal medioevo al rinascimento, dal barocco fino ai giorni nostri. Luccica come gioiello l’abside centrale, ricco di decorazioni barocche in stucco, puttini, festoni, ghirlande, motivi floreali, che unitamente al soffitto ligneo è un vero e proprio fiore all’occhiello della chiesa madre.

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Il Museo Diocesano, nato come museo della cattedrale, detiene come patrimonio di storia, cultura, arte e fede: affreschi, tele, sculture, argenti, avori, paramenti liturgici e tanti unicum i quali rivelano il lungo cammino della Diocesi agrigentina.

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Davide e Golia, tavola del soffitto ligneo della cattedrale
Un silenzio profondo e angelico avvolge l’interno della Biblioteca Lucchesiana interrotto solo dal delicato sussurro delle pagine impresse da secoli di storia e custodi di somma sapienza laico-religiosa.
La biblioteca del Vescovo Lucchesi Palli: tra le pagine di tesori storici e letterari.
La biblioteca, strumento di emancipazione culturale e spirituale, fonte inesauribile per scrittori e intellettuali. Tra questi, brilla la figura di Luigi Pirandello che trovò nella Lucchesiana un bacino di sapere e di ispirazione dove si compiaceva immergere tra storia, cultura e fede dei luoghi tanto vicini quanto a lui lontani.
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La Chiesa di Santa Maria dei Greci

Luogo di culto vivente dalle stratificazioni millenarie.

Attraverso il dedalo di viuzze di Agrigento medievale si giunge in un luogo di culto dall’atmosfera suggestiva, un monumento di origini antichissime, la Chiesa di Santa Maria dei Greci, innalzata sui resti di un’antico tempio greco di V secolo a.C. Alcuni dettagli del tempio greco: fondazioni, crepidoma, colonne, sono oggi visibili.

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TEATRO PIRANDELLO

Scrigno di raffinata bellezza. Tempio della commedia e tragedia.

Uno scrigno di eleganza e raffinatezza catturerà gli occhi, rapiti dallo scintillio del lampadario a ninfa, dal velluto rosso porpora, dal soffitto con gli affreschi dal gusto classico, dall’immaginata luce soffusa delle lampade dell’antica illuminazione a gas e dal silenzio profondo rotto dall’eco della voce degli artisti qual pathos magico di reali rappresentazioni pirandelliane.

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ARTE CULINARIA

Agrigento si racconta attraverso le specialità della sua gastronomia.

Per chi va alla ricerca di nuovi sapori, le specialità della pasticceria agrigentina sono una gustosa e golosa sorpresa. Per gli amanti del salato non mancheranno le bontà dell’arte culinaria siciliana: la caponata, il panino con le panelle, le famose arancine e la deliziosa “miscata” regina della rosticceria agrigentina.

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La chiesa di Santo Spirito

Preziosi tesori d’arte e la tradizione dolciaria delle monache di clausura.

Gli stucchi di Giacomo Serpotta, maestro del barocco siciliano, sono la peculiarità dell’edificio religioso, realizzati nel periodo considerato più creativo e fecondo dell’attività dell’artista. Le monache del monastero, che custodiscono gelosamente da secoli le ricette e l’arte dolciaria, apriranno la porta del parlatorio per permettere di gustare le prelibatezze che hanno reso famosa tale tradizione.

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